Un periodo di giardinaggio indoor di un mese ha aumentato la diversità batterica della pelle ed è stato associato a livelli più elevati di molecole antinfiammatorie nel sangue. Lo ha dimostrato uno studio collaborativo tra l’Università di Helsinki, l’Istituto finlandese per le risorse naturali e l’Università di Tampere i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Environment International. “Un mese di giardinaggio urbano indoor ha aumentato la diversità dei batteri sulla pelle dei soggetti ed è stato associato a livelli più elevati di citochine antinfiammatorie nel sangue. Il gruppo studiato ha utilizzato un terreno di coltura con un’elevata diversità microbica che emulava il suolo forestale”, ha spiegato Mika Saarenpää della Facoltà di scienze biologiche e ambientali dell’Università di Helsinki.

“I risultati sono significativi, poiché l’urbanizzazione ha portato a un notevole aumento delle malattie immunomediate, come allergie, asma e malattie autoimmuni, generando elevati costi sanitari. Viviamo troppo “puliti” nelle città – dice Saarenpää -. Sappiamo che l’urbanizzazione porta alla riduzione dell’esposizione microbica, ai cambiamenti nel microbiota umano e ad un aumento del rischio di malattie immunomediate. Questa è la prima volta che possiamo dimostrare che un’attività umana significativa e naturale può aumentare la diversità del microbiota degli adulti sani e, allo stesso tempo, contribuire alla regolazione del sistema immunitario”.

L’esposizione microbica può essere aumentata facilmente e in sicurezza a casa durante tutto l’anno. L’investimento in spazio e denaro richiesto è minimo: nello studio il giardinaggio avveniva in normali fioriere, mentre le piante coltivate, come piselli, fagioli, senape e insalate, provenivano dallo scaffale del negozio. I cambiamenti sono stati osservati già nel giro di un mese, ma poiché i soggetti della ricerca hanno apprezzato il giardinaggio, molti di loro hanno annunciato che avrebbero continuato l’attività e sarebbero passati al giardinaggio all’aperto in estate.

Secondo Saarenpää, l’immunoregolazione mediata dai microbi può, nella migliore delle ipotesi, ridurre il rischio di malattie immunomediate o addirittura i loro sintomi. Se si potesse aumentare l’esposizione microbica che promuove la salute a livello di popolazione, i costi sanitari associati a queste malattie potrebbero essere ridotti e la qualità della vita delle persone migliorerebbe. “Non sappiamo ancora – osserva Saarenpää -per quanto tempo persistono i cambiamenti osservati nel microbiota cutaneo e nelle citochine antinfiammatorie, ma se il giardinaggio si trasforma in un hobby, si può presumere che la regolazione del sistema immunitario diventi sempre più continua”.

Saarenpää ritiene importante investire nell’esposizione dei bambini alla natura e ai microbi, poiché lo sviluppo del sistema immunitario è più attivo durante l’infanzia. Fioriere piene di terreno ricco di microbi potrebbero essere introdotte negli asili, nelle scuole e, ad esempio, negli ospedali, soprattutto nelle aree urbane densamente edificate.

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