Capri si conferma l’isola italiana con il mercato immobiliare più costoso, con prezzi medi di richiesta che nel 2026 raggiungono gli 8.869 euro al metro quadro, nonostante un lieve calo rispetto al 2021 (-0,4%). Al secondo posto si colloca Ponza, che si avvicina ai 5.000 euro al metro quadro, mentre l’Isola d’Elba supera Ischia negli ultimi cinque anni e sale al terzo posto con valori medi intorno ai 3.600 euro al metro quadro.

I dati emergono dall’ultima analisi di Immobiliare.it Insights, la divisione di data intelligence del gruppo Immobiliare.it. Subito dopo, al quarto e quinto posto della classifica si trovano due altre isole campane: Ischia, con una media di 3.550 euro al metro quadro, e Procida, leggermente più economica con 3.524 euro al metro quadro. Più distanziata Burano, perla della laguna veneziana, dove i prezzi superano di poco i 2.300 euro al metro quadro.

In Sardegna, tra i capoluoghi provinciali, le aree più accessibili risultano Nuoro, Sassari e Oristano, con valori medi rispettivamente di 1.205, 1.328 e 1.394 euro al metro quadro. Cagliari si colloca su livelli decisamente più elevati, con 2.707 euro al metro quadro, mentre l’Isola della Maddalena risulta ancora più costosa, raggiungendo i 2.933 euro al metro quadro.

La Sicilia si conferma invece la regione più conveniente d’Italia per chi cerca casa. In città come Caltanissetta (665 euro/mq), Agrigento (897 euro/mq), Enna (921 euro/mq) e Trapani (933 euro/mq), i prezzi restano stabilmente sotto la soglia dei 1.000 euro al metro quadro. Messina (1.056 euro/mq) e Ragusa (1.058 euro/mq) si attestano poco sopra.

Tra le città più care della regione, pur lontane dai livelli delle località più costose della Sardegna e delle isole leader della classifica nazionale, si trovano Catania (1.315 euro/mq), Siracusa (1.342 euro/mq) e Palermo, che guida la Sicilia con 1.548 euro al metro quadro.

Il confronto con il 2021 evidenzia un quadro eterogeneo. Capri registra una lieve contrazione (-0,4%), così come Oristano (-1,4%). In Sicilia si osservano invece alcune delle flessioni più marcate, con Caltanissetta in calo a doppia cifra (-13%) e riduzioni comprese tra il -5,5% e il -7% a Messina, Agrigento ed Enna.

Burano segna il ribasso più significativo tra tutte le aree analizzate, con un -14,2% negli ultimi cinque anni. In tutte le altre località si registrano invece aumenti, guidati da Cagliari (+28%), seguita da Palermo (+16,1%) e dall’Isola della Maddalena (+14,7%). Crescite rilevanti anche per Siracusa (+10,9%), Isola d’Elba (+8,7%) e Ragusa (+8,3%).

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