È tutto un fiorire di letteratura sportiva che cerca di consegnare alla vita degli uomini d’azienda le regole per vincere. O, se perdono, come evitarlo in futuro.

Non essendo l’obiettivo di Eoo quello di polemizzare, non citeremo autori e libri, ma lasciatecelo dire, noi abbiamo una visione diversa rispetto a questi contenuti. In linea con la nostra visione del conforto, il nostro intento è quello di fornire un sostegno ai nostri lettori: non esista mai una posizione di Eoo al negativo o in polemica con qualcuno.
La letteratura a cui mi riferisco, con intenti chiaramente formativi, assegna alla sconfitta un ruolo catartico, al pari del riconoscere che abbiamo dei limiti e quali essi siano.

Letteratura per aspiranti vincitori? Forse sì, ma le aziende, pronti via, non possono permettersi di parlare di sconfitte o uomini con limiti. E appunto riflettevo sulla natura estremamente fuorviante, per gli uomini d’azienda di questa letterature. Non escludo che tante volte io stesso rinvii alle metafore dello sport, in particolare del calcio, quando in esso si esaltino le caratteristiche personali necessarie per essere manager di spessore etico: agonismo puro, senza cattiveria, lealtà, correttezza, cavalleria. Ma dicevo fuorviante perché lega comportamenti aziendali a vittorie, sconfitte, limiti. Li eleva al rango di contenuti formativi.

Rafael Nadal – wikimedia

Penso, diversamente, che tutto ciò sia riduttivo, se non pericoloso, per un approccio corretto al mondo del lavoro. Assimilando le caratteristiche di un manager a quelle dell’agonista, credo che la tensione alla vittoria porti a dover considerare anche il principio di sconfitta. Condividiamo tutti che nei casi del lavoro può capitare che non sia sempre e solo vittoria, pareggio o sconfitta. Nel mondo del lavoro non esiste una semplice classifica dove, nel peggiore dei casi, retrocedi. Focalizzandoci sulla sconfitta, essa coincide il più delle volte con un allontanamento. In termini più aziendali può coincidere con un default, di dimensioni a volte ben poco paragonabili a una semplice retrocessione.

Ecco che nella vita aziendale i termini della sconfitta sono il male assoluto. Cominciamo quindi ad aprire il grandangolo di Eoo: noi dallo sport mutuiamo semplicemente se ci piaccia essere “Belli e Bravi”. Dobbiamo altresì, nella prospettiva dell’uomo d’azienda, allontanare dal nostro spettro i concetti di vittoria o sconfitta, il concetto di conoscenza del limite proprio. La classifica. Nel campo del lavoro la ricerca dell’unico risultato che a volte ha un senso è il pareggio, alias la conveniente mediazione tra tutte le istanze possibili. È evidente che tutti danno alle proprie istanze lavorative l’obiettivo della vittoria, ma non essendo così nitidi i confini in ambito lavorativo e aziendale, il concetto di vittoria non è l’1 a 0. Il miglior risultato possibile a volte può essere anche decidere di non giocare. E se proprio dobbiamo giocare, non estromettere a priori i principi del gioco delle bocce, dove vincere significa andarci più vicino.

Il volume “L’arte della guerra” – wikimedia

Scherzi a parte e per concludere: dal nostro punto di vista, la visione dello sport non si adatta alla visione aziendale, per la quale sono più congrue speculazioni politiche o di strategia militare. Ora l’agire politico adattato all’azienda trova ancora come punto di riferimento Machiavelli. Non è l’obiettivo di questo nostro spazio. Ci concentriamo più sulle strategie militari alle quali diamo la forma dell’agire aziendale.

A chi chiedere una traccia? Sun Tzu, “L’arte della guerra”. Niente a che vedere con vittorie, sconfitte, ma con l’obiettivo del massimo risultato possibile, partendo dalla certezza che non dobbiamo dare limiti alle nostre possibilità. E vuoi vedere che pur parlando di guerra l’amico Sun ci spiega che a volte si può portare a casa un bel risultato senza sparare un colpo? Un invito ad una lettura attualissima.

Un antipasto: leggiamo un decalogo mutuato dai suoi pensieri
1) La massima bravura? Vincere senza combattere…..grazie. Come?
2) Sconvolgere i piani strategici della controparte;
3) Sabotare sempre ogni possibile alleanza;
4) Un accurato bilancio di punti di forza e punti di debolezza per la gestione di ogni situazione;
5) Prendere le informazioni in dettaglio della controparte;
6) Mai agire per puntiglio.
7) Definire con precisione ogni errore che potresti commettere
8) non ci si muove da una posizione di svantaggio, anzi non ci si muove senza vantaggio
9) Essere in grado di stravolgere le aspettative, ovvero della imprevedibilità;
10) Sempre coperti sui propri punti di vantaggio.
Alle armi…. ah no scusate, alla strategia!!

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