Avvicinarci agli angeli è troppo semplice: nella vita di tutti i giorni, dei gradi di angelo molti si possono fregiare. Poi, troppo poco profano. Ci piace esagerare e allora profaniamo con classe e qualità, ma senza allontanarci troppo dal sacro.

Che noi rappresentiamo con i quattro Arcangeli maggiori (sarebbero sette, ma al momento accontentiamoci di quattro): Michele, Gabriele, Raffaele e Uriel. Dicevo profaniamo con il quinto arcangelo: il camionista. Che poi cosi profano non è: lo definisco in odore di umana santità. Esagerato? Vediamo. Letteratura quasi inesistente, filmografia non dedicata se non casi particolari, ma di peso, che riprenderò in chiosa finale all’articolo.

Il camionista: il lato profano impressionato dal cult della pornografia leggera italiana anni ’70. Poco altro. Il sacro: cominciamo dicendo che questi arcangeli garantiscono, senza esagerare, che la maggior parte dei beni che godiamo nella nostra vita quotidiana (lavoro e non) sia garantito dalle loro performance fatte di chilometri e ore di guida, in qualsiasi condizione meteo, in qualsiasi dove, in qualsiasi giorno feriale o festivo (fatta eccezione per gli stop atti a garantire i nostri flussi vacanzieri, che se non fosse per obbligo, li vedrebbe sulle strade sette su sette, 365 su 365). E non è affatto poco.

Non so da dove derivi questa passione, ma sin da piccolo, chiedendomi tutti cosa avessi voluto fare da grande, rispondevo: il camionista. Quando si viaggiava in macchina con papà e mamma, come tutti i bambini mi annoiavo. il tablet ancora non rincoglioniva, e allora la strada era il mio schermo. Che mi permetteva di catalogare questi bestioni, per dimensioni tipo, marca. Il top, quando nella parte posteriore del rimorchio campeggiava la scritta T.I.R. Come se fosse alla guida supereroe.

Motrice, rimorchio, bilico, betoniera, bisarca, animali, legno, foraggio, etc. E le poche volte che la ferma per la benzina ci costringeva al distributore, la fortuna di vedere questi corpulenti, trasandati, giganti, eroici umani capaci di portare questi bestioni. Ricordo sempre con un gusto ancora pieno nella memoria la sera in cui, studente alle prese con lavoretti da facchino di magazzino notturno, il capo ribalta mi disse :”riempite il camion, e dopo che lo avete riempito, tu spostalo fuori in fondo alla via”. Non ho esitato un secondo. Mai guidato un camion, ma sapevo tutto di camion: marce normali, marce ridotte, cambio Hydro, traiettorie di retromarcia per rimorchio, una scienza.

Lo spostai: per un attimo con la divisa del camionista, irripetibile. Ancora oggi, per sacro rispetto a questi arcangeli, in qualsiasi contesto non riesco a perdere la pazienza di fronte a qualche loro evoluzione di guida azzardata. Sulla strada sempre, arcangeli al nostro fianco nella vita quotidiana, li trovate insieme a ogni tipo di bene di uso comune. Potrebbero essere in grado, se facessero cartello, di bloccare una nazione, un continente, non esagero, il mondo. Ma se ci pensate, con grande senso di responsabilità senza eguali, silenziosi, alla guida da un punto della carta geografica all’altro, con il camion pieno di ogni.

Silenziosi, raramente incazzati, proprio quando le leggi li costringono, per caro prezzi o stravaganti limitazioni. Li trovate agli autogrill di notte in fila per chiudere un paio di ore gli occhi, o nelle aree di emergenza lungo l’autostrada. La domenica pomeriggio, da soli nei parcheggi più disparati, solitari con uno sgabello e il necessario da camping: mangiano, frugali, e giù birra. O in uscita dai bagni sempre dell’autogrill, con il mitico asciugamani sulla spalla e ai piedi le stile birkenstock, di pelle o pelose. Con tratti somatici che nascondono distanze abissali da casa. Sempre un pò per i fatti loro, interagiscono con i pari, non con altri, se proprio devono, perchè provocati dall’automobilista di turno che non capisce i sacrifici di costoro.

Sacrifici no, perchè in fin dei conti questa missione è una scelta di vita, consapevole, che travolge con passione affetti e sentimenti. Sono in grado di essere guide enogastronomiche di pregio, perchè dove mangiano loro si mangia bene (e si spende poco, ergo, molti camion nel parcheggio, sontuosa ristorazione). Il progresso ancora oggi non li ha travolti, sempre lì in mezzo al campo, motrice e rimorchio a rappresentare la élite del trasporto di merci. Altro non sono che super protettori, garanti, perché no, di una parte del nostro benessere! Troppo sacri: la spiritualità, misurata in telefonate dei camionisti alle emittenti cattoliche o in immagini di santi dipinte sulle carrozzerie dei camion. Anche un poco profani, nella animalità di alcuni atteggiamenti.

Pensateci e fate voi, io poco poco li vedo simpatici, avrete capito da come ne scrivo: pensate quando mi lampeggiano per una porta mal chiusa o una gomma bucata. Arcangeli!

Filmografia: Un regista d’eccezione, Sam Peckimpah; due grandi attori, Kris Kristofferson ed una sontuosa Ali McGraw; un mezzo leggendario, mai visto in Italia, il Mack. “Convoy”. E chi non vorrebbe fare il camionista da grande?

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