Incipit della Treccani al citare Strehler:

“Regista italiano (Trieste 1921 – Lugano 1997). Regista teatrale eclettico e fecondissimo, considerato uno dei registi più rappresentativi del teatro europeo, ha affrontato un vasto repertorio di autori, elaborando una concezione personale del teatro come momento di sintesi tra svago e didattica, che aiuti l’uomo a riconoscersi in ciò che è umano, non in ciò che è disumano”

Li me coioni. E di fronte  a questo non saperne di lui, ti arriva addosso il livore del mondo.

Io sto con gli ippopotami, sono solidale con Fedez! Premetto, non mi è per niente simpatico, divinità de noantri, figlio dei tempi che corrono, icona popolare, incomprensibile, ai miei occhi, eroe moderno della vacuità. Ma sul podio c’è, lo avete scelto e ve lo dovete tenere. Fedez on top.

Eppure, eppure….. Basta lo Strehler di turno e tac, che ti finisce nella macelleria mediatica, perché non riconosce un’altra icona cara agli stessi che lo hanno eletto personaggio on top. Perché i gestori del salotto buono ci tengono a tenere sul divano improbabili figure di utili giullari. Li scelgono e li pompano al punto che, come l’emoticon del missile, solcano i nostri quotidiani con una presenza inversamente proporzionale alle loro capacità. Non capisco i pregi di Fedez, ma funziona così.

Ce lo siamo ritrovati tra i maestri del pensiero moderno, qualsiasi cosa dica. Invidia? Massi, sono invidioso! Ho fatto una fatica del diavolo a studiare, a laurearmi, sono attento ai congiuntivi, ma niente, lui con niente è lì nell’empireo delle persone che contano.

Poi però, un bel giorno gli citano Strehler, e lui con gli occhi di un bambino beccato nell’atto della malefatta ti guarda, non accenna ad uno sguardo diverso da quello che ha sempre. Lo stesso che lo tiene nel salotto buono, quello che a noi, a me, non sembra diverso dal solito; ma questa volta nel gesto di non sapere chi è Strehler. Non sarà mica vero che non sai chi è Strehler! Allora tutti quanti adesso giù, povero Fedez, nemmeno memori della sua recente disgrazia di salute; dicevo tutti si stanno scagliando contro il povero! non sa chi è Strehler? Vergogna! A casa, torna dalla Ferragni e non farti più vedere.

Ma vergognatevi lo dico io, a tutti. Con la stessa mano con la quale incoronate il giullare, lo buttate giù dalla torre nel momento in cui manifesta quello che tutti i giorni da  a vedere: la mancanza di mezzi culturali. A tutte le poche, persone di buon senso già non verrebbe da battezzarlo quale portabandiera dei tempi moderni, non perchè non sappia chi sia Strehler, ma perchè,  ictu oculi, non sa, e basta. Stanti così le cose, beh non esiste ignoranza peggiore che amplificare il tratto per il quale lo avete reso famoso: la assoluta mancanza delle normali doti cognitive di sapere.

È insensatamente ignorante ridicolizzare questa sua evidente carenza. Svegliatevi bambini, è lo stesso Fedez che osannate, non può sapere chi è Strehler. Volete accanirvi?  Volete approfondire e mandargli una lista di domande di cultura generale, per vedere un bel filotto di non so? Ebbene, in niente di tempo siete per questo capaci di buttare via acqua e bambino? Vergogna, cannibali. 

Con questo gesto buttate via voi stessi,  il vostro stupore e la sua nota insipienza. Condannate la vostra responsabilità.  Suvvia, siate coerenti e prendetelo per mano!!! Siate coerenti e continuate a tenerlo al parco giochi, emblema culturale del vostro sociale. Non cassatelo, non fatevi questo autogol. Che cosa vuoi che sia non conoscere Strehler. Altrimenti sarete costretti per il futuro a scegliere icone pop che conoscano Strehler, che sappiano chi era Leopardi e quali poesie ha scritto. Che  Jacopo Ortis non era un centravanti della Triestina e Platone non è il cane di Jerry Scotti.

Se diventasse così, sai che palle! Tutti colti, una tristezza mortifera. Daje Fedez, te la dò io un’imbeccata, io che sono, in questa storia, dalla tua parte. Fagli sapere che Strehler è stato anche senatore, partito socialista, subentrato in parlamento al posto di Craxi, quello delle monetine! Sarà stato un caso che sia diventato famoso anche per questo? Ma, mi sa che vengo a casa con te.

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