La siccità è un problema serio. Dalla Cop26 arriva la notizia che, se si dovesse superare il grado e mezzo di riscaldamento dai livelli pre-industriali, nel prossimo decennio quasi metà della popolazione mondiale sarà esposta al rischio di ondate di calore e carenza d’acqua.

È proprio in quest’ottica che l’azienda X, una struttura semi-segreta gestita da Alphabet Inc. e fondata nel 2010 da Google Inc., ha dimostrato come la raccolta dell’acqua atmosferica sia potenzialmente in grado di fornire acqua potabile e sicura a circa 1 miliardo di persone.

Sono circa 2,2 i miliardi di abitanti che, nel mondo, non hanno accesso all’acqua potabile, con i livelli più alti nell’Africa sub-sahariana, nell’Asia meridionale e in America Latina.

I dispositivi funzionano in due modi: quelli passivi si basano esclusivamente sulle condizioni meteorologiche per raccogliere la rugiada o la nebbia precondensata. Quelli attivi, al contrario, possono impiegare l’energia solare per condensare l’acqua dopo la raccolta notturna, cioè quando l’umidità è più alta, o lavorare a ciclo continuo.

Tuttavia, la ricerca è ancora in fase sperimentale e il potenziale globale dei dispositivi non è stato analizzato.

Lo strumento è complesso e incorpora modelli globali di umidità, temperatura dell’aria e radiazione solare, basandosi su ipotetici dispositivi di raccolta dell’acqua a energia solare con aree di raccolta di 1-2 metri quadri. I risultati mostrano che una forte luce solare e un’umidità superiore al 30% supportano la produzione di una media di 5 litri di acqua al giorno tramite il funzionamento continuo diurno.

Gli autori hanno anche confrontato questi risultati con il potenziale dei dispositivi esistenti e si sono detti ottimisti: con le tecnologie emergenti, i loro obiettivi sono raggiungibili.

Se siete interessati a scoprire più nello specifico in cosa consista il progetto, trovate la spiegazione dettagliata a questo link: https://x.company/blog/posts/sharing-project-h2e-with-the-world

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