Sughero, ecopelle. Commento con piacere queste iniziative che accogliamo tra le notizie del nostro giornale: una grande piccola innovazione che coniuga sensibilità ambientale e rispetto delle quote di occupazione, garantendo posti di lavoro in sostituzione di quelli che prima o poi spariranno per la chiusura delle fabbriche nocive.

L’impegno, piccole grandi idee che provano a cambiare il mondo. Idee innovative e tecnologia mi entusiasmano, perché penso che il loro aiuto sarà strategico per il futuro del mondo. Ma più di tutti, confido nel pensiero umano, motore di queste idee: confido nella sua positività. Lo faccio sottoscrivendo le parole scritte da Sting in Russians – ascoltatela e leggetene una qualsiasi traduzione – perché alla fine il pensiero umano farà prevalere, per la salvaguardia del mondo, il sentimento di protezione nei confronti dei nostri cari. In breve: tutti vorremo salvare i nostri figli.

Pensiero positivo e iniziative di questo genere dovranno essere il motore che sosterrà ogni considerazione e progetto ecoindirizzati. Solo così sarà possibile pensare a un futuro diverso, anche con l’impegno fattivo e pragmatico di tanti imprenditori, che senza essere integralisti paladini del verde, mettono in campo il loro impegno a favore dell’ecosostenibilità.

L’obiettivo principale e comune a tutti sarà, con pragmatismo, quello di salvare il mondo dal default, non solo ecologico, ma anche sociale. In generale sul sociale: ogni iniziativa di ecosostenibilità dovrà garantire un sostanziale pareggio tra posti di lavoro persi e guadagnati.

Per essere fautori del cambiamento ecologico bisogna essere innanzitutto non ortodossi: cambiare il mondo non ha solo aspetti “verdi”. Bisogna essere anche fini economisti, sociologi: e soprattutto coordinati. Per fare un esempio che valga per tutti, non ha senso decarbonizzare, se ciò significa mettere alla fame miliardi di persone che fino a oggi hanno mangiato con il petrolio e le risorse inquinanti.

Inquinamento sociologico rilevante o peggiore, come conseguenza di quello ambientale: questo non regge. Le azioni e gli interventi dovranno essere virtuosi: bene le iniziative innovative dal punto di vista industriale ed ecologico, ma il condizionamento economico e sociale deve sempre essere presente per gli ambientalisti nel pressare i grandi del mondo, che non devono essere semplicemente accusati di “bla bla bla”, come recentemente ha fatto Greta Thunberg a Milano, ma messi nelle condizioni di garantire equilibri globalizzati da un ecologismo responsabile. A loro, che vogliono bene ai figli come me, dovrà essere accollata la responsabilità di coniugare economia green e salvaguardia dei riflessi sociali.

A noi, tutti noi verdi, cittadini semplici e imprenditori, sarà invece assegnato compito di essere verdi e sociali: non solo critici, ma propositivi. Non volendovi lasciare con il semplice sermone domenicale, ben conscio che in ognuno di noi esista un amore per i figli e la terra che li ospita, senza dover sfornare ogni giorno una idea innovativa, lascio consigli per la vostra coscienza verde e per essere pragmatici. Dieci azioni al giorno? Troppe. Cinque?  Troppe. Tre,  due, anche solo una: vi aspetta il sito https://www.agenziacoesione.gov.it/comunicazione/agenda-2030-per-lo-sviluppo-sostenibile/ per prendere coscienza e conoscenza dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile, alias 169 target/azioni (Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs).

Fateli vostri, per scegliere qualche buona azione quotidiana con costanza.

Sufficiente per il pianeta e per la vostra coscienza.

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