Non c’è nulla di più ipnotico della barriera corallina. Chilometri di mare simili a un arcobaleno, vastità di creature che si rincorrono tra i colori cangianti del muro formatosi almeno 10.000 anni fa, quando lo scioglimento del ghiaccio dell’ultima era glaciale ha causato l’innalzamento del livello del mare e l’allagamento delle piattaforme continentali.

Purtroppo, si sa, questi ecosistemi sono molto fragili e sono minacciati direttamente dall’attività umana. Pesca a strascico e ancore sono tra le cause più frequenti di danneggiamento, così come l’uso indiscriminato portato avanti per anni di una particolare tipologia di veleno utilizzato per stordire e catturare i pesci.

Gli scienziati lo dicono da tempo: entro 50 anni si rischia che la Grande Barriera Corallina, composta da 900 isole e oltre 2 900 barriere singole che si estendono su una superficie di circa 344 400 km², muoia definitivamente.

Proprio per questo, in soccorso dell’uomo, arriva l’intelligenza artificiale. Si chiama TagLab ed è un software creato dal Visual Computing Lab dell’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione del Cnr di Pisa e avrà un compito molto delicato: diagnosticare la salute delle barriere coralline.

Il programma è stato già apprezzato e adottato da due istituti di ricerca internazionali come l’università di San Diego e il Politecnico di Zurigo, che ne hanno valutato positivamente l’efficacia. È quindi pronto a tutti gli effetti per mettersi al servizio della comunità impegnata nello studio della fauna acquatica.

Nella battaglia per il mantenimento dell’ecosistema marino, l’intelligenza artificiale può essere la chiave di svolta, perché i suoi algoritmi velocizzano i tempi delle analisi e riconoscono automaticamente le diverse specie dei coralli, permettendo agli scienziati di controllare e valutare i casi complicati in maniera interattiva. 

Così il monitoraggio subacqueo tramite immagini, una pratica fino ad ora affidata solo allo sguardo del personale esperto per mezzo dell’analisi visiva delle immagini raccolte, sarà invece affidata alle macchine. 

I vantaggi? Evidenti, quelli che un computer già riesce a fornire in tutti gli altri ambiti della quotidianità. Certo, l’analisi fatta dai professionisti del settore è molto accurata, ma ciò che l’occhio umano non riesce ad avere è la velocità. TagLab accelera il lavoro del 42%, arrivando in alcuni casi fino al 90%. Il sapere umano viene in questo modo potenziato dalla rapidità di analisi della macchina, preservando comunque la sua centralità e autorevolezza nel processo di analisi scientifica.

La tecnologia viene in soccorso dell’uomo, che si impegna per salvare la natura. D’altronde, non è questa la sua vera missione? A noi non resta altro che guardare estasiati al progresso, confidando che alla fine, in un modo o nell’altro, la scienza salverà questo pianeta scricchiolante.

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