“Music was my first love, and it will be my last”, cantava John Miles in quello che sarebbe poi diventato un evergreen della musica anni ’70. Non è un brano scontato come può sembrare: racchiude forti contrasti: si apre con il pianoforte, entrano poi gli archi, una parte strumentale ritmata e addirittura i fiati. È dance, ma non è dance, è tutto ed il suo contrario.

“In this world of troubles. My music pulls me through”

Credo fortemente nel potere della musica. Credo che la musica, di ogni tempo ed in ogni sua forma, possa dare conforto. Credo che abbia un poter evocativo, penso che possa prenderci e portarci via dai pensieri della nostra vita quotidiana. Penso possa regalarci un po’ di sollievo, per un attimo, per qualche atto o per un intero album.

Non c’è miglior compagnia della musica. Riesce spesso naturale accendere la radio o metter su un bel disco (ok va bene, adesso si parla di Spotify e di supporti digitali) nei momenti in cui ci si sente soli o si ha voglia di compagnia. Un brano allegro per tirarci su o per spronarci a far le pulizie (ricordate Freddy Mercury in “I want to break free”?) o un concerto di musica classica quando si ha la necessità di concentrarsi. 

Per chi, come me, teme immensamente la solitudine e la teme sin dall’infanzia, la musica diventa un rifugio. Nei testi delle canzoni ritroviamo esperienze vissute in prima persona che temiamo particolarmente, perché finiscono per farci sentire soli e unici, in senso negativo. La musica ha il magico potere di annullare questo senso di solitudine e convincerci finalmente che non abbiamo l’esclusiva su certi stati d’animo.

Non c’è miglior interlocutore della musica. La musica sa ascoltare, ma sa anche parlare. Sa tirar fuori tutto il male che aleggia dentro di noi, appallottolarlo e gettarlo via. La musica ascolta, paziente. La musica ci racconta, di storie che anche noi abbiamo vissuto o di storie che vorremmo vivere.

La musica ci aiuta a comunicare. Avete mai creato una compilation su un’audiocassetta, inserendo tutti i brani migliori del momento (a vostro parere) o quelli più significativi per voi, per regalarla a qualcuno a cui tenevate? Io andavo persino ad abbellire le cover in cartoncino creando dei magnifici collage con pezzi di giornale. La musica parla per noi quando le cose si fanno difficili. Quando la timidezza ci impedisce di aprirci. Quando lasciar trasparire ciò che sentiamo sembra impossibile.

Non c’è miglior coach della musica. È una bella giornata, vorreste andare a correre o passeggiare ma non trovate la voglia per farlo. Indossate le cuffie del vostro iPod, selezionate “Los Angeles is burning” dei Bad Religion. Siete ancora in casa? Non credo. Vi vedo già girare l’angolo della vostra via e sfrecciare di corsa verso strade poco frequentate dal traffico. Fermarvi a riposare in un angolo di verde mentre il Punk californiano lascia spazio alle atmosfere di “The Mission” di Morricone per rientrare al tramonto mentre Jim Croce canta “I got a name”. Quale sollievo si prova, dopo una giornata difficile, a dare sfogo alla propria rabbia ed alle proprie frustrazioni con un po’ di attività fisica. E quale miglior motivatore, se non la musica?

La musica ha un eccezionale potere evocativo: una canzone può catapultarci nel passato, può farci rivivere momenti, anche quelli che non vorremmo rivivere. Può riportarci per un attimo persone che non potremmo altrimenti incontrare. La musica è un’arte e come tale eterna. La musica è tanto, a volte è tutto.

“To live without my music, would be impossible to do”

La musica sa come trovarti, non siamo sempre noi a cercare, scaricare, imbatterci. A volte sono lei, il destino ed il caso a creare le occasioni di incontro. Ecco perché chiudo con il brano di John Miles, perché nei suoi versi c’è tutto, nelle sue note c’è tanto e perché per me fu epifanico: fu grazie a lui che capii cosa davvero è la musica.

7 thoughts on “La musica è il nostro primo amore, e spesso anche l’ultimo”

  1. Una su tutte.
    To be with you. Mr Big

    Sì, quante raccolte conservo ancora di compilation donate da una delle mie più care amiche.
    È storia. La musica è storia.

  2. Grazie! Mi ci ritrovo tanto. Si vede che è scritto da qualcuno che ama davvero la musica non solo per alleggerire il tempo che passa ma per viverne la piena essenza. “Senza musica la vita sarebbe un errore.” cit.

  3. Stupendo e concordo in pieno!!!
    La musica ha un ruolo importante nella nostra vita, ci fa sognare, pensare…e può cambiarci l’umore di una giornata di bene in meglio.

  4. Difficile non essere d’accordo con quanto scrivi. Dopo tutto la musica è la forma d’arte più “mutevole” che si possa trovare: ci isola, ci riunisce, ci fa innamorare, ci fa provare sentimenti contrastanti. Ci mette in condizioni di contrapposizione senza che nemmeno ce ne rendiamo conto…
    Difficile vivere senza.
    Del resto chi vorrebbe vivere senza uno dei sensi…?

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