Il Fiat Fiorino è uno dei mezzi da lavoro più riconoscibili e diffusi. Vederne uno interamente dipinto, però, è decisamente meno comune. In Valdinievole può capitare di incontrarne uno molto particolare: è quello di Giuliano Pucci, pesciatino, che ha trasformato il suo furgone in una sorta di opera d’arte ambulante e, soprattutto, in una personale dichiarazione di libertà.

L’idea non è del tutto nuova. Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, negli Stati Uniti, anche come reazione alla standardizzazione della produzione industriale, nacque il movimento delle art car: automobili trasformate in opere d’arte attraverso la pittura, la scultura e altre forme di intervento creativo. Negli anni Ottanta il fenomeno si sarebbe affermato come vera e propria sottocultura urbana.

Pucci si definisce un «artista-contadino». Ha iniziato a dipingere dopo essere andato in pensione, durante gli anni della pandemia, quando ha cominciato a prendere in mano colori e pennelli. L’occasione che gli ha dato l’impulso definitivo è arrivata nel 2021, nel settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri: da allora ha iniziato a trasformare il suo Fiorino in una personale rilettura visiva della Divina Commedia.

La Divina Commedia secondo Pucci

«L’ho riprodotta come la vedo io – precisa – non come la vedono gli altri».

Il lavoro è partito dalla carrozzeria e si è poi esteso agli interni, alle ruote e alla cabina. A un certo punto, però, Pucci ha deciso di andare ancora oltre. «Mi venne in mente: “Sai che faccio? Voglio fare anche il motore”. Di motori dipinti non ce n’è proprio…».

Per riuscire a raggiungere ogni angolo del vano motore ha dovuto persino modificare i pennelli. Il resto è arrivato con pazienza, un’immagine alla volta.

«Avevo già in mente le figure e come realizzarle, avevo già visualizzato la batteria e tutte le altre parti. E così sono arrivato a quello che potrebbe essere un lavoro finito, ma potrebbe anche non esserlo: se mi viene in mente l’immagine giusta, riprendo i colori e continuo l’opera».

Sono ormai cinque anni che Pucci lavora al Fiorino, seguendo tempi e ritmi molto lontani da quelli della produzione artistica tradizionale: quelli di una persona che dipinge quando arriva l’ispirazione.

Un’opera nata in solitudine

D’inverno può dedicare qualche ora in più al suo lavoro, soprattutto perché «fa già buio verso le 17». Quando arriva l’idea giusta, però, non importa che sia giorno o sera: prende di nuovo in mano il pennello e torna a dipingere.

«In solitudine – racconta – con le lampade che uso nel campo a illuminare e la gatta a farmi compagnia».

L’idea di dipingere il Fiorino gli girava in testa da tempo, ma per molto tempo non aveva trovato il momento di cominciare. Una volta iniziato, però, non è più riuscito a fermarsi. La sua personale geografia artistica si è così estesa progressivamente a ogni parte del mezzo.

Sul cofano è comparsa la sua interpretazione dell’Albero della Fecondità di Massa Marittima. Su un angolo della fiancata ha invece voluto rendere omaggio a Francesco Nuti, artista che Pucci ha sempre amato.

«Mi è sempre piaciuto e ho voluto fargli omaggio – spiega –. La sua arte, a tratti visionaria, gli sarebbe probabilmente valsa uno spazio nell’opera di Dante».

Il Fiorino è così diventato qualcosa di più di un mezzo di lavoro: un’opera in continuo divenire, costruita lentamente attraverso immagini, riferimenti e intuizioni personali.

La storia di Pucci è arrivata anche all’attenzione dell’Osservatorio Outsider Art, che nel numero 31 della rivista gli ha dedicato un lungo articolo firmato da Giada Carraro. A far conoscere il suo lavoro fuori dalla Valdinievole è stato anche un reel pubblicato sui social da Alessandro Martini, che si era imbattuto casualmente nel suo «capolavoro su ruote».

Per l’artista-contadino è iniziata così una stagione di inattesa notorietà nazionale. Ma il Fiorino, almeno per ora, resta soprattutto quello che è sempre stato per Pucci: un lavoro ancora aperto, da continuare ogni volta che arriva l’immagine giusta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *