I più famosi sono gli influencer, ma ci sono anche i podcaster e gli youtuber. In generale, chiunque produca contenuti e lo faccia per lavoro. A loro, poi, bisogna aggiungere le aziende e le agenzie di comunicazione che vi girano attorno, quello che chiameremmo l’indotto. Un ecosistema che, considerando il mercato complessivo aggregato della content creation, vale già nel mondo oltre 104 miliardi di dollari (rapporto NeoReach).

Un vero e proprio settore produttivo che si sta affermando anche in Italia, con numeri di tutto rispetto: il valore della creator economy nel nostro Paese, infatti, si aggira intorno a 1,5 miliardi di euro, con una crescita del +20% anno su anno, e conta oltre 350mila creator. Insomma, l’industria della content creation è un settore produttivo a tutti gli effetti. “E come tutti i settori produttivi ha delle regole per funzionare” dice Michele Franzese, CMO di Scai Comunicazione e co-ideatore di Fuffighters, il primo evento italiano sulla creator economy che si terrà a Roma il 28 maggio al teatro Palladium.

“Anzi, qui ce ne sono più che in altri comparti – spiega Franzese – Fuffighters nasce proprio con l’idea di far parlare i professionisti della creator economy per rimettere al centro il contenuto. “Content is the king” è infatti il mantra dell’evento e anche il motore propulsivo di tutta la creator economy, contro un modo di intenderla a base di videocorsi “gratuiti” e segreti inconfessabili volti a fare business con scorciatoie e percorsi semplicistici”.

Numeri e regole, dunque, ma anche trend ben definiti. Secondo ObservatoryZed, l’osservatorio sulla Generazione Z fondato da CreationDose, sono cinque le tendenze più diffuse nel macro universo della creator economy. La prima riguarda il target dei brand che scelgono per lo più profili di sesso femminile, tra i 18 e i 24 anni.

Dal lato dei creator invece si evidenzia come la tipologia di contenuti più diffusa sia legata alla comicità, all’intrattenimento in generale e alla sostenibilità. Tra i trend anche una sempre maggior protezione da parte dei creator del proprio tone of voice. Format proprietari e media content si affermano come la nuova frontiera dei contenuti digitali, soprattutto nelle nuove piattaforme come Twitch e TikTok, e, infine, sempre più i creator si configurano come “nuovi imprenditori”, in grado di lanciare il proprio marchio e di attirare nuove tipologie di investimenti.

“La creator economy è un affascinante complesso di opportunità per un pool di talenti estremamente vario – dice Bianca del Balzo, Head of Operations di Will Media – Ognuno di noi è un creator potenziale, anche le aziende che sempre di più possono (o devono) diventare creator di prodotti media. Il potenziale è enorme ma probabilmente continueranno a essere fondamentali le interazioni e contaminazioni con altri media: si pensi ai meme che vivono quasi live dopo uno show televisivo o un evento. IRL (in real life), media tradizionali e nuove piattaforme dunque si incontrano e valorizzano i singoli linguaggi di ogni spazio in una multimedialità che ci accompagnerà per lungo tempo”.

Sul palco di Fuffighters, insieme a Bianca del Balzo anche Rossella Pivanti (podcast producer), Daniele Cassioli (atleta e scrittore), Germano Lanzoni (attore), Chiara Piotto (SkyTg24), Germano Milite (giornalista – Founder Fufflix), Luca La Mesa (Carriere.it), Luca Mastella (Learnn), Luca Altimani (copywriter), Renato Franchi (transmedia marketer) e Laura Antonini (Radio DEEJAY).

Il 27 e 29 maggio, inoltre, alle Industrie Fluviali di Roma, sarà possibile prendere parte all’esclusiva Academy tenuta da Mario Moroni con ospiti d’eccezione, case histories e workshop grazie a cui i nuovi “creator artigiani” impareranno a raccontarsi in un podcast, a fare un’intervista digitale, a scrivere con ironia sui social.

Agi

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