I fenicotteri africani potrebbero sperimentare serie conseguenze negative a causa della variazione dei propri habitat, in particolare con l’innalzamento del livello dell’acqua nei laghi. Emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista Cell Biology e condotto dagli scienziati del King’s College di Londra. Il team, guidato da Aidan Byrne, ha utilizzato i dati raccolti da osservazioni satellitari di 22 laghi, in cui si nutrono i fenicotteri in Etiopia, Kenya e Tanzania. Le informazioni, che coprivano un arco di tempo di due decenni, mostrano chiaramente un innalzamento del livello dell’acqua, che potrebbe ridurre la fonte di cibo di questi uccelli.

I ricercatori, scrive AGI, ipotizzano pertanto che verranno spinti verso nuove aree non protette alla ricerca di fonti alimentari. Sarà pertanto necessario proporre azioni di conservazione, monitoraggio e gestioni più sostenibili del territorio. “La regione africana – osserva Byrne – ospita più di tre quarti della popolazione mondiale di fenicotteri minori, ma il numero degli esemplari sta diminuendo in modo preoccupante. In assenza di pratiche specifiche, le specie endemiche potrebbero rischiare di estinguersi, almeno localmente, o di trovarsi costrette a spostarsi, per raggiungere altre zone più adatte alle loro esigenze”. Nell’ambito del lavoro, gli studiosi hanno individuato i potenziali laghi in cui gli uccelli potrebbero spostarsi.

Il team ha scoperto che i livelli di fitoplancton, di cui gli iconici animali rosa si nutrono, sono diminuiti a causa dell’innalzamento del livello dell’acqua, che ha contribuito a diluire la composizione alcalina dei bacini, necessaria per la sopravvivenza del fitoplancton. Tra i laghi più colpiti, gli esperti riportano Nakuru, la cui superficie è aumentata del 91 per cento dal 2009 al 2022. Allo stesso tempo, nel bacino idrico la biomassa di fitoplancton si è praticamente dimezzata, riducendo la disponibilità di cibo per i fenicotteri.

In aggiunta, Natron, rappresenta l’unico sito di riproduzione regolare per i fenicotteri minori nell’Africa orientale e negli ultimi anni ha registrato un calo della produttività insieme all’innalzamento del livello dell’acqua. Se la biomassa del fitoplancton dovesse continuare a diminuire anche nelle zone limitrofe, concludono gli autori, il sito non sarà più adatto alla riproduzione della specie.

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