Certo, una vacanza non a portata di tutti. Ma ciò che non puoi fare si può sempre sognare, a volte con effetti speciali migliori della realtà.

Ok, la solita speranza dei malvestiti direte voi. Sì è così. Quello che non puoi fare lo sogni. Certo, non lo fai. Però è lo stesso, la felicità è sempre a portata di mano per tutti, Mauritius o no. Un sogno è una realtà ridimensionata, a volte aumentata, sempre a portata di mano e godibile. Tra le Mauritius ed il sogno? Una qualsiasi gita in qualsiasi posto, per ritrovare lo spirito delle Mauritius.

Mauritius, cronaca breve di quella che io ho sempre definito la vacanza più bella della mia vita. Ricordo un a cavallo tra Natale e Capodanno di almeno 20 anni fa. Ricordo che, a parte un volo costosissimo, il resto era a prezzi umani, anche meno. Trovammo una villa, dieci giorni, che ci conteneva tutti, 8 persone, per poche centinaia di euro a testa: spettacolo, in quelle notti miti con tutto aperto, a lasciare passare il fresco della notte. Ricordo il mare, a meno di cinquanta metri dalla villa, dove al mattino scivolavo per il primo bagno, ancora prima della colazione. Ricordo poi che con 25 euro al giorno ci potevamo permettere due persone, marito e moglie, che tutto il giorno ci tenevano in ordine la casa e ci sfamavano. Il marito aveva avuto anche esperienze di cucina giapponese, sushi: e chi ci ammazzava.

Tutte le mattine arrivava il pescivendolo, l’appena pescato nel suo negozio ambulante, una cassetta di legno legata sullo scooter. Il mio amore per la corsa poi, dopo il bagno, mi portava a lunghe “passeggiate” in riva al mare, spettacolari, con un ricordo di serenità mai più provato, in questa dimensione, nelle vacanze. Grandi spiagge, sicuramente non la ressa, spiagge bianche, sensazione di grande serenità su un’isola che ai miei occhi appariva non come l’isola spettacolo, parco giochi, ma un luogo sul quale potevi scappare per una vita normale. Eravamo a Grand Baie, ma un luogo sull’isola li vale tutti. Della serie, puntate un dito sulla carta e dite qui. La delusione non farà parte del bagaglio delle sensazioni.

Come sempre, non siamo una guida turistica e non vogliamo rubare il mestiere a nessuno. Quello che Eoo vuole lasciare parlando di Mauritius è un concetto. Parlare di pace alla vigilia di Pasqua potrebbe risultare stucchevole. E allora vi racconto: la mattina di Capodanno (come vi dicevo avevamo ingaggiato marito e moglie per i fatti domestici e di ristorazione) vediamo al lavoro solo la moglie. Prevalendo un approccio di privacy, ci facciamo i fatti nostri, e non vogliamo sapere i motivi dell’assenza. Ne prendiamo atto. Forti anche del fatto che non ci sentivamo propriamente datori di lavoro, ma vacanzieri e liberi di testa, il minimo svolto dalla moglie era garantito. Avanti.

Ma il sospetto, più che i fatti contrattuali, prendono il sopravvento il giorno due di gennaio. Ancora assente il marito, chiediamo alla moglie se fosse successo qualcosa, se l’assenza avesse a che fare con aspetti sindacali, rivendicazioni salariali, sciopero? Anche qui il sindacato? No amici, nulla di tutto questo. Allora, l’isola è un laboratorio di sincretismo religioso. Tre religioni convivono sull’isola pacificamente: induisti, musulmani, cattolici. Il sincretismo, al di là delle chiacchiere, è praticato con un pragmatismo singolare: tutti festeggiano le feste di tutti. La lezione dei mauriziani dice che delle religioni non dobbiamo sposare solo l’aspetto della relazione peccato – perdono, ma anche l’aspetto della gioia festosa, a volte un pò esagerata, nei fatti. La signora ci dice che, al di là di cerimonie strettamente limitate nel tempo, segue l’aspetto festoso che prende il sopravvento.

Ed il marito aveva interpretato questo sincretismo nel modo migliore, una sbronza epocale da cui si riprese solo al terzo giorno, tornando al lavoro con un sorriso a 32 denti, solare, bello “Ma quanto mi sono divertito, e con poco?”. Appunto, vi ricordate i temi a scuola delle cronache delle domeniche? Un gita con la famiglia, ci siamo stancati tanto, ma siamo stati tanto felici? Ecco quello che mi sono portato a casa da quella vacanza: la natura sì, ma anche questo aspetto, all’apparenza smodato, della religiosità, ma tanto umano, troppo umano.

Ricordate Lucio Dalla? Caro amico ti scrivo? dal paradosso musicale alla materiale realizzazione mauriziana. Loro sono arrivati prima di lui. Ora l’attualità della riflessione Pasquale: da domani sono in sciopero, voglio una legge che istituisca più giorni di festa, interreligiosi, inter quello che volete, ma tutte le occasioni di gazzarra possibile. Se avete mai frequentato le feste, non solo paesane, ogni tanto poi qualche incomprensione, qualche cazzotto vola, ma è tutta una scusa: tutti a bere e per accorciare ancora di più ogni tipo di distanza. Sempre per legge, poi, tre giorni di ripresa psico-fisica. Tutto retribuito ovviamente.

Mutatis Lucio Dalla:

Radio Mauritius (concessione poetica della redazione) ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando.
Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce anche gli uccelli faranno ritorno.

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno, anche i muti potranno parlare mentre i sordi già lo fanno.

E si farà l’amore ognuno come gli va, anche i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa età. E senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
Saranno forse i troppo furbi E i cretini di ogni età.
Sogno d’una notte di mezza Pasqua, anelando.
Buona Pasqua.

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