Dalla Bibbia, libro della genesi: “Il Signore Dio piantò un giardino di Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male”.

Mannaggia ad Adamo ed Eva, senza il loro peccato oggi vivremmo nudi, inconsci, pasciuti e senza dover lavorare. Ma ahimè la storia è andata diversamente e oggi “non ci resta che piangere”, come diceva l’adagio cinematografico. Ma se proprio dobbiamo piangere, con le parole del vecchio Benassi (oggi siamo in vena di citazioni che regaliamo a mani basse e buon mercato), meglio piangere su un Ferrari Testa Rossa che su una Cinquecento.

E la palma della Ferrari Testa Rossa, sulla quale piangere della nostra vita, la diamo al turismo per giardini. Si, avete capito bene, suggeriamo di andare in giro per l’Italia con la scusa di visitare i più bei giardini. Dopo la visita al giardino, arrotondiamo il tempo che resta per conoscere la città o il paese in cui ci troviamo, alla scoperta di altri siti di interesse, senza dimenticare un angolino per il nostro piacere da soddisfare con una sana pratica enogastronomica.

Ma, tornando ai giardini, godiamoceli con tutto il tempo che meritano, nella loro specificità per la quale sono stati costruiti: botanica, architettonica o artistica che sia, e per il nostro benessere. All’interno di questi luoghi di pace e di serenità, appagatevi di movimenti lenti, della bellezza in stile architettonico costruita con i beni della natura, siano essi piante o frutti, in ordine tale da garantirvi un esprit di serenità massima.

Il sedersi davanti a una pianta al fresco, magari liberando la mente, all’estasi del pensiero assente. Dimostrazione del fatto che non esiste solo il turismo dell’abboffata del fare, ma anche quello del semplice piacere, della lentezza. Appunto quella nel giardino, rimpiangendo l’Eden, ma, per il tempo della visita, godendo di quello che avrebbe potuto essere.

Un esempio? Partiamo con il botto, I Giardini Vaticani, un’esperienza catartica, da vivere già sulla poltrona leggendo di loro: immaginatevi immersi in 23 ettari di straordinaria bellezza, e serenità. Giardini Vaticani, Roma, natura, architettura e arte, poi via per Roma. Sufficiente?

Per tutte le altre proposte e per evitare una sterile elencazione di nomi e luoghi, credo valga la pena visitare il sito www.grandigiardini.it, un’enciclopedia, raggruppa i giardini in categorie (botanico, dell’arte, moderno, paesaggistico, storico, orto), e vi invita alla magia della scoperta dei giardini .

Buon viaggio.

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