
«Sii una luce che tutti possano vedere»
Gli eventi della vita sono imprevedibili. Un giorno stai trascorrendo momenti felici con la tua famiglia e i tuoi amici, e quello dopo potresti trovarti ad affrontare qualcosa di molto più grande di quanto avresti mai pensato di poter gestire.
È quello che è successo a una mia cara amica: Elena Iori.
Nell’ottobre del 2023 ha perso suo fratello in un incidente stradale. Stava andando al lavoro in scooter quando un’auto, guidata da un ragazzo, lo ha investito. In seguito si è scoperto che il conducente era sotto l’effetto di alcol e droghe.
Purtroppo, questa è una delle tante tragedie simili di cui sentiamo parlare, almeno in Italia. Ma cosa rende questa storia diversa? E perché vale la pena raccontarla?
Elena ha attraversato diversi mesi molto difficili. Ha dovuto essere forte e coraggiosa non solo per sé stessa, ma anche per i suoi genitori e i suoi nipoti. Per molto tempo ha continuato a chiedersi “perché”. Ciò che rende la sua storia diversa, tuttavia, è che alla fine è riuscita a trovare uno scopo nel fatto di essere ancora qui: “Essere luce perché tutti possano vedere”
“Purpose” è una parola potente in inglese, ed è difficile trovare un equivalente esatto in italiano. Va ben oltre un semplice obiettivo; avere un “Purpose” non è la stessa cosa che avere un traguardo. Un “purpose” è ciò che guida ogni azione che intraprendi e ogni decisione che prendi. È la ragione alla base della tua vita quotidiana, l’energia che ti sostiene ogni giorno, nonostante le sfide e le difficoltà.
Elena ha trovato la sua missione nell’organizzare iniziative e campagne per impedire che tragedie simili si ripetano, affinché nessun altro debba sopportare lo stesso dolore che ha provato lei.
Ha iniziato a collaborare con la polizia stradale per organizzare eventi nelle scuole rivolti agli studenti di 18-19 anni, con l’obiettivo di sensibilizzarli sull’importanza di guidare in modo sicuro e di chiedere aiuto quando necessario. Un aiuto concreto, senza nascondersi dietro l’alcol o le droghe.
Il progetto si chiama “ABC”, qui potete trovare più informazioni:
Durante questi incontri, agli studenti vengono mostrati l’impatto reale e le conseguenze di scelte imprudenti, come guidare dopo aver bevuto. Gli eventi sono interattivi: includono simulatori di guida e la proiezione di film di grande impatto come Young Europe. https://www.mymovies.it/film/2012/youngeurope/
Elena racconta apertamente la sua storia, dialogando con questi giovani e, soprattutto, ascoltandoli.
Non solo sta trovando un senso in un evento così tragico, ma sta anche lasciando un’eredità alle generazioni future. Lo sta facendo attraverso queste campagne di sensibilizzazione, ma
anche grazie a un’altra iniziativa ancora più concreta. Tra gli altri progetti correlati, sta promuovendo l’installazione di panchine bianche in luoghi specifici.
Le panchine bianche fungono da simbolo di ricordo per tutte le vittime di incidenti stradali e sul lavoro.
Condivido la storia di Elena non solo per mettere in luce il suo coraggio e la sua forza, ma anche per far conoscere il Progetto ABC e sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto sia importante educare le persone, specialmente i più giovani, e non considerarli casi persi.
Finché esisteranno persone come Elena, finché le istituzioni contribuiranno a promuovere un atteggiamento costruttivo nei confronti dell’educazione, ci sarà speranza.
Di Cinzia Costi

