Dubai 2040 Urban Master Plan è un progetto con un obiettivo ben preciso: dar vita a una città perfettamente in equilibrio tra modernità e salvaguardia degli ambienti naturali. Il tema rispetta in pieno ciò che l’Expo 2020, iniziato da poco nella ricca città degli Emirati, vuole rappresentare partendo sin dal suo slogan. “Connecting Minds, Creating the Future”, collegare le menti, creare il futuro.

Un tema non banale, se all’ONU hanno addirittura stabilito una data per ricordare e tenere sempre presenti i rischi della crescita demografica. Oggi siamo 7,9 miliardi e le previsioni stimano il raggiungimento dei 9,7 miliardi nel 2050. Più persone abitano il pianeta, più le disuguaglianze e gli squilibri aumentano. Un problema che nel nostro futuro sarà sempre più presente.

Anche gli Emirati fanno i conti con questa tendenza globale, frutto del generale benessere conseguito qui in tempi ancor più rapidi che in altre parti del mondo. Se ne parla, ovviamente, anche a Expo 2020 Dubai dove è stato annunciato che nei prossimi due decenni si prevede che la popolazione dell’emirato salirà a 5,8 milioni dagli attuali 3,3 milioni, cifre a cui si aggiungono le sfide dei cambiamenti climatici e della tutela di un ecosistema sempre più fragile.

Dal 1960, Dubai ha implementato 7 piani urbanistici per stare al passo con la crescita esponenziale della popolazione e ha appena presentato l’ottavo che guarda al 2040. Un team di 30 giovani creativi, architetti, urbanisti, paesaggisti, tutti professionisti locali, dovrà riqualificare 10 parchi, ampliare le spiagge del 400% e assicurare che il 60% di Dubai sia costituito da riserve naturali, garantendo al tempo stesso facili interconnessioni, trasposto eco-compatibile, elettrico o autonomo e infrastrutture tecnologiche all’avanguardia.

Insomma, le ambizioni sono alte e non si intende nasconderle. Il piano fa parte dello sforzo nato per trasformare Dubai nella città più attraente al mondo entro la metà del secolo. Il progetto avrà anche un focus particolare sulle mangrovie, regine dell’ecosistema naturale locale. Con più di 150 chilometri quadrati di costa complessivi, l’inestricabile ramificazione delle mangrovie costituisce un “polmone verde” per grandi città come Abu Dhabi e Dubai, oltre ad essere difesa naturale contro l’erosione marina e habitat di innumerevoli specie animali, con oltre circa 60 mila specie di uccelli.

Le mangrovie, che qui sfidano acqua salatissima e temperature torride, sono oggetto di grande attenzione anche da parte della comunità scientifica locale, in particolare della New York University di Abu Dhabi, che ha dimostrato come l’alleanza con questa pianta sia particolarmente utile per i progetti di sviluppo urbanistico sostenibile.

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