Non è bello essere classificati come soggetti perennemente dubbiosi. Al limite del patologico, quando dubbioso è sinonimo di tentennante, insicuro o sinonimo, parliamo di colui che ha un rapporto con le sue vite (lavoro, studio, sentimenti, gioco) estremamente problematico.

Il dubbio come dna, sinonimo di un balbettio indecisionista, mette in balia di tutti coloro che con cattiveria approfittano del debole. I cavalieri che, senza macchia e senza paura, non affondano il colpo, nelle relazioni sono sempre più merce rara. Non è nemmeno bello praticare il dubbio speculativo, ovvero la volontà precisa di praticarlo e non prendere mai decise posizioni, mai sciogliere il dubbio per potersi muovere liberamente senza vincoli tra le varie situazioni.

Non proprio colui che a posteriori sempre lo aveva detto, ma il suo clone, colui che non l’ha mai detto e speculativamente salta sul carro del vincitore, della ragione, sempre. Digressione: non pensiate che sia una qualità, ma spesso e volentieri ho la pessima abitudine, all’alba del problema e della sua discussione, di volere essere il primo che si sbilancia.

Lo chiamo “il coraggio dei coglioni”: ici, c’est moi (trad. dal francese: eccolo sono io). Quello che poi, agli occhi dei coglioni, si vincola ad essere coerente e a non poter modificare, con intelligenza e come frutto della discussione, il tiro. Ma purtroppo praticare la dialettica della correttezza non è spesso oggetto dei nostri contraddittori; diversamente, è quasi sempre la prevaricazione che detta i tempi delle discussioni, non la ricerca del meglio, ma del punto più forte o, peggio, più arrogante. Chiuso.

Dicevo del dubbio: escluse le accezioni negative, quale forma di dubbio invece assimilo al benessere del nostro sentire. È una luce interiore, una guida, saggezza, non sempre simmetrica, a volte doverosamente asimmetrica da sembrar follia, il nostro consigliere interno, che a fronte dell’uno spinge a considerare l’esistenza dell’altro. E curiosamente ne va alla ricerca razionalmente, ascoltando o anche no. Verificando o solamente sentendo la sensazione, il tempo, il momento, l’istinto, l’odore. Citando Leopardi (e scoprendolo diverso dal nostro immaginario di uomo dal dubbio in versione insicurezza): «La nostra ragione non può assolutamente trovare il vero se non dubitando».

Aggiungo io, non solo il vero razionale, ma anche il vero irrazionale, non sempre in linea con la decisione comodamente più saggia. La nostra società è dominata dall’uomo, profumato sì, ma che non deve chiedere mai, soprattutto in ambito scientifico. Diversamente, fior di pensatori e scienziati hanno trovato la verità quando hanno messo in discussione ogni teoria che sembrava l’unica possibile. Dubitar dell’incerto è il nostro virtuoso, ma lo è ancora di più dubitar del certo, estrema pratica del dubbio virtuoso.

Quando non rimane mai alcun dubbio? Quando dobbiamo sottostare al pensiero unico, morte del dubbio ed esaltazione della nostra pigrizia intellettuale a cui siamo sempre più assuefatti. Non dubitiamo più di nulla, fondamentalisti del quotidiano non dissentire, non ascoltare, non ragionare, non approfondire, non avere impulsi. Ma è ora di riappropriarci dei nostri dubbi? Si, ovviamente e senza dubbi.

Dobbiamo decidere di onorare il dubbio, apertura mentale verso le altrui istanze, contro ogni fondamentalismo che definisce nemici tutti coloro che la pensano diversamente: deriva dei nostri vissuti quotidiani. Un aiutino, un bel libro, merce rara per noi dubbiosi, “L’elogio del dubbio” scritto da Peter Berger e Anton Zijderveld (Il Mulino), propone un delicato esercizio di intelligenza e misura, alla ricerca di un equilibrio difficile, ma non impossibile.

Nella cosa privata e in quella pubblica; negli affari individuali e nel sociale. Ci aiuta ad avere convinzioni ma a non aggrapparsi ad esse fanaticamente. Soprattutto a non violentare con esse le visioni altrui, e di conseguenza le nostre. Ascoltare curiosamente, ed elaborare. Nel dubbio, qualche aforisma:

  • Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono sempre sicurissimi, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (Bertrand Russell)
  • Il mio peccato principale è il dubbio. Io dubito di tutto e mi trovo sempre nel dubbio. (Lev Tolstoj)
  • Voler togliere il dubbio dalle nostre teste è come volere togliere l’aria ai nostri polmoni. (Tiziano Terzani)
  • Se vuoi diventare un vero cercatore della verità, almeno una volta nella tua vita devi dubitare, il più profondamente possibile, di tutte le cose. (René Descartes)
  • Il cretino è imperturbabile, la sua forza vincente sta nel fatto di non sapere di essere tale, di non vedersi né mai dubitare di sé. (Carlo Fruttero e Franco Lucentini)
  • Non dubitare dei nostri propositi è il modo migliore per sopprimere le sottigliezze dell’intelligenza e le sfumature della sensibilità, ossia gli aspetti più interessanti della vita. (Nicolás Gómez Dávila)
  • Il dramma del dubitatore è più grande di quello del negatore, perché vivere senza scopo è di gran lunga più difficile che vivere per una cattiva causa. (EM Cioran)

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