È rimasta lì, quella frase, un dialogo fra di noi, la nostra redazione, a commentare uno dei nostri articoli.

Esce un “Chi siamo noi per giudicare Nerone”. Purtroppo non è mia, l’ha tirata fuori dal cilindro l’editore nostro. A me è sembrata subito una cosa dal contenuto esplosivo, nell’ambito del concetto di giudicare gli altri. Ma come, chiunque al mondo si può permettere di giudicare Nerone, un personaggio che la storia ha condannato, senza appello?

L’intento dell’aforisma non è quello di riaprire il processo. Semplicemente, si fa per dire, apre un un mondo sul tema del giudizio: chi siamo per esercitare la facoltà di giudizio, a prescindere. Ergo, come diceva Caterina Caselli negli anni ’60 “Nessuno mi può giudicare”. Di più, nessuno può giudicare; di più, nessuno nasce con le stigmate del giudicante. Sarebbe un mondo bello se nessuno perdesse tempo nel giudicare.

Credo che nella storia il giudicare, a braccetto con la calunnia, abbia creato danni incalcolabili alle persone. E non c’entra se scientemente o senza volere. Il punto di partenza, la domanda che ogni umano si dovrebbe fare è: “Chi sono io per giudicare?”. Devo ricorrere a San Tommaso d’Aquino e semplificare parzialmente la sua visione per concludere che:

  • il giudicare è compito del Dio, per chi ci crede;
  • il giudicare è compito di chi istituzionalmente riveste la carica di giudicante giuridico, il giudice, oggettivamente spettante nella misura in cui è appunto giudice (così è se vi pare e anche se , non vi pare, ahime!!)
  • il giudicare è compito di chi è capo. In questo caso meno oggettivo il compito rispetto a quello del giudice: c’è da sperare che le caratteristiche soggettive illuminino il capo ed il suo giudizio, la religiosa carità, sempre per chi ci crede, la sapienza e la prudenza. Altrimenti, nel caso del capo, stiamo percorrendo la strada che porta ad una prima area critica del giudizio.

Le ultime due posizioni nella speranza quindi che, usurpando a Dio la facoltà di giudicare, esistano le abilità e la giustizia.

Per differenza, a tutti i restanti comuni mortali dovrebbe essere inibito il giudizio di altri comuni mortali. È dura da ammettere questa condizione, ma è alto il rischio di essere accecati dall’odio, interesse, parzialità, non conoscenza di ogni aspetto che circonda la condizione del giudicato.

E allora ben venga il nostro prezioso aforisma: “Chi siamo noi per giudicare Nerone?”

Ma poi siamo così sicuri che sia andata come ci hanno raccontato? Senza andare troppo indietro con la storia, sai quante cose sono raccontate nell’interesse di chi le racconta e contro quello di chi non le può raccontare? Quasi quasi……..viva Nerone.

E per concludere, qualche aforisma sul giudizio

Se giudichi le persone, non avrai tempo per amarle.
(Madre Teresa di Calcutta)

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.
(Platone)

Giudicare è un’illusione, perché, se dovete giudicare, vi servite della vostra scala di valori. Dietro al giudizio si cela l’idea che siamo tutti identici.
(Swami Prajnanapada)

La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.
(Carl Rogers)

C’è qualcosa di peggiore di un gravissimo peccato commesso? Si, il giudizio severo e duro senza misericordia su chi ha commesso tale peccato.
(Enzo Bianchi)

Sono poche le persone che pensano, però tutte vogliono giudicare.
(Re Federico il Grande)

Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
(Albert Einstein)

Non si devono giudicare gli uomini come si giudica un quadro o una statua, a un primo e unico sguardo; c’è un’interiorità e un animo che occorre approfondire.
(Jean de La Bruyère)

È sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili.
(Marcello Marchesi)

Ci saranno sempre degli Eschimesi pronti a dettar norme su come devono comportarsi gli abitanti del Congo durante la calura.
(Stanislaw Jerzy Lec)

In ciò che sembriamo veniamo giudicati da tutti; in ciò che siamo da nessuno.
(Friedrich Schiller)

Non giudicare il tuo vicino finché non avrai camminato per due lune nelle sue scarpe.
(Proverbio dei Nativi Americani)

Giudico le persone in base ai loro princìpi, non ai miei.
(Martin Luther King)

La cosa più difficile, a tratti impossibile, è quella di conoscere se stessi, perciò facciamo quella più facile: giudicare gli altri.
(Anonimo)

Quanto tempo risparmia chi non sta a guardare quello che dice o fa o pensa il suo vicino.
(Marco Aurelio)

Ciascuno giudica bene ciò che conosce, e solo di questo è buon giudice.
(Aristotele)

In generale, gli uomini giudicano più con gli occhi che con le mani, perché tocca a vedere a ciascuno, a sentire a pochi. Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei.
(Niccolò Machiavelli)

Ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non avete il diritto di chiamarmi assassino. Avete il diritto di uccidermi, questo sì, ma non avete il diritto di giudicarmi
(Dal film Apocalipse Now)

Come mi giudicherà la storia? Se avrò successo, ecco che tutti quanti vorranno aver parte della gloria… Ma se fallisco tutti vorranno il mio sangue.
(Erwin Rommel)

Spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare più dall’opinione che non dalla vera sostanza della cosa stessa.
(Lucio Anneo Seneca)

Ricordati soprattutto che non puoi essere giudice di nessuno. Giacché non può esistere sulla terra giudice di un criminale se quello stesso giudice prima non abbia compreso che egli è un criminale al pari di quell’uomo che gli sta di fronte e che egli stesso è colpevole, forse, più di chiunque altro di quel crimine. Solo quando avrà compreso questo, un uomo potrà diventare giudice. Per quanto possa sembrare assurda, questa è la verità.
(Fëdor Dostoevskij)

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato.
(Vangelo di Luca)

La massa ha scarsissima capacità di giudizio e assai poca memoria.
(Arthur Schopenhauer)

Quando conosco qualcuno, io penso sempre che si tratti di una persona perbene e continuo a pensarlo finché non ho la prova contraria. Se ho la prova contraria, poi, non dico che quella persona è cattiva. Dico: è stata cattiva con me.
(Golda Meir)

È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.
(Albert Einstein)

Un cammello non prende in giro un altro cammello per le sue gobbe.
(Proverbio)

Non dare giudizi se non provi compassione.
(Anne Mac Caffrey)

Giudicare significa non capire, perché, se si capisse, non si potrebbe giudicare.
Il giudizio è la parte meno interessante dell’ascolto.
(Anonimo)

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