Una premessa alla lettura di questo articolo, che rappresenta l’ascesi di Eoo. Arrivateci fino in fondo, e utilizzate durante la lettura sempre un bel sorriso, lo spirito giusto.

Brunori sas. “Odio l’Estate”, film di Aldo Giovanni e Giacomo, me l’ha fatto conoscere. il Brano “La Verità”. Divertenti i tre, divertente il film, anche se in generale i tre ed i loro film mi lasciano sempre, causa le colonne sonore, un pò di malinconia. Malinconia realistica e formativa, perchè malinconia e caos generano sostegno per la vita vera. Perchè, dopo la malinconia, la voglia di vivere esce spontanea. Formativa perché la malinconia ha in se i ferri del mestiere per contestualizzare con pragmatismo la realtà dell’esistenza.

Senza farla troppo drammatica, la malinconia assembla la presa di coscienza delle fasi della vita, contestualizza. Sai cosa sei. In generale la musica italiana, alcuni pezzi in particolare, sono la colonna sonora della malinconia: alcuni pezzi sanno darmi il sapore dolceamaro della situazione in essere. Situazione alla quale, faccio seguire sempre la forza di una reazione.

Il pezzo “La Verità” mi ha restituito l’essenza di questa mia presente realtà, proprio come diceva Ligabue: non più incendiario, ma pompiere. Senza parlare della voglia di bruciare tutto, che a vent’anni mi accendeva, oggi definitivamente sento di aver perso proprio ogni istinto rivoluzionario. Mi gongolo in questa beata nuova condizione: beata, borghese e consapevole.

Fatta di attaccamento, istinto terreno, a poche cose. E, fatta la tara a tutto, riscopro un quadro di questa mia nuova condizione realisticamente tendente all’eroismo, borghese, ma eroismo. Perchè congeniale a una presa di coscienza di un istinto anch’esso eroicamente generatore: la paura, la mia nuova forma di eroismo.

“Cambia il modo in cui percepisci le tue paure. Se c’è qualcosa che hai paura di fare (o sentire, aggiungo io), è probabile che sia proprio quello che dovresti fare (o sentire, aggiungo io). Quella sensazione dentro di te che pensi sia paura, è in realtà una voce che ti sussurra la migliore cosa da fare”. In primis andare avanti, chioso io. Con un ferro in più nella cassetta dei tuoi attrezzi: la paura.

Un pensiero sentito a chiunque legga, perchè come me tragga la forza necessaria, quella che serve a tramutare ogni paura in oro, attraverso un’ascesi quasi alchemica.

Partiamo dalla musica: il tentativo delle mie parole ovviamente è quello di girarne la prospettiva. buon ascolto.

Ecco il testo:

Te ne sei accorto, sì
Che parti per scalare le montagne
E poi ti fermi al primo ristorante
E non ci pensi piùTe ne sei accorto, sì
Che tutto questo rischio calcolato
Toglie il sapore pure al cioccolato
E non ti basta piùMa l’hai capito che non serve a niente
Mostrarti sorridente
Agli occhi della gente
E che il dolore serve
Proprio come serve la felicitàTe ne sei accorto, sì
Che passi tutto il giorno a disegnare
Quella barchetta ferma in mezzo al mare
E non ti butti mai
Te ne sei accorto o no
Che non c’hai più le palle per rischiare
Di diventare quello che ti pare
E non ci credi piùMa l’hai capito che non ti serve a niente
Sembrare intelligente
Agli occhi della gente
E che morire serve
Anche a rinascereLa verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche piùLa verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà morire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più

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