1989, oceano Pacifico, largo della costa californiana.

Un gruppo di ricercatori del Woods Hole Oceaongraphic Insitution scopre quella che sembra essere una balena di una specie sconosciuta, di cui nessun altro esemplare è ancora stato rintracciato, destinata così a diventare un’icona.

La sua peculiarità sta nel canto: normalmente infatti, le balenottere emettono vocalizzi che si assestano su una frequenza compresa tra i 15 ed i 20 hertz, brevi e costanti nel tempo, mentre lei solfeggia la sua scaletta con una frequenza media di 51,75 hertz.

Purtroppo, questa barriera linguistica le rende impossibile comunicare con le altre sottospecie come la balenottera azzurra, i cui recettori catturano frequenze estremamente inferiori. Grazie a questa particolarità e alla tecnologia dei sistemi anti sommergibile della Marina Militare statunitense, i biologi marini sono stati capaci di rintracciarne gli spostamenti e di seguirla nel suo viaggio per anni rivelandone la natura forzatamente solitaria.

Quante volte ci capita di non riuscire a comunicare ciò che è così chiaro nella nostra mente? Ci sentiamo non ascoltati e incompresi, ma c’è una possibilità più dura da digerire, c’è la possibilità che si stia parlando a una frequenza diversa.

Siamo ormai abituati a vivere in un mondo in cui collettività e individualismo si scontrano, portandoci a dimenticare quelle differenze che, se riconosciute, ci identificano, altrimenti ci isolano. Ogni giorno modifichiamo il nostro stile comunicativo rispetto a una variabile verticale, gerarchica, sottoposta alle leggi della dipendenza, cosa che rischia di non accadere su una retta orizzontale.

La nostra identità include un linguaggio specifico e un modus operandi relazionale che rischia di diventare uno schema statico totalizzante e dovrebbe invece tener conto dell’altro, con il suo sistema di significati e di valori, così da creare un micro-linguaggio ad hoc.

Questo non vuol dire snaturarsi o indossare una maschera, ma semplicemente riconoscersi e collaborare all’allestimento di uno spazio comunicativo nuovo, frutto del desiderio e dei bisogni di entrambi i suoi abitanti: un oceano in cui nessuna balena sia sorda alle altre.

Articolo a cura di Antonio Floriani

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